Samsara Japamala | Come si usa una japamala
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Come si usa una japamala

 

Per praticare Japa Yoga, ovvero la ripetizione rituale di un mantra a scopo meditativo, una japamala può essere un valido aiuto, sia per mantenere la concentrazione, sia per misurare i progressi che stiamo facendo lungo il nostro cammino.

Ma come si fa mantra japa? Come si usa una japamala? Come devono essere tenute le mani? Qual è il modo più fluido per far scorrere i grani, senza che questo comporti una distrazione, anziché aiutare la nostra concentrazione?

Prima di cominciare

sukhasana

Praticate mantra japa ogni volta che ne sentite il bisogno. Il mattino presto e la sera sarebbero i momentiideali, ore del giorno considerate più sattva, portatrici di saggezza, anche perché sono i momenti più tranquilli, in cui ci sono meno distrazioni. Scegliete per la vostra pratica un luogo appartato, pulito, silenzioso, possibilmente sempre lo stesso. Vanno bene anche luoghi all’aperto, praticare immersi in un bel paesaggio può essere molto ispirante. Un’immagine della divinità dovrebbe essere posta nel luogo in cui praticate.

Così come non entrereste in un tempio sporchi e in disordine, quando ci si accinge a qualunque pratica spirituale, sarebbe bene dedicarsi ad una accurata igiene personale.

Prima d’iniziare la pratica potreste praticare qualche semplice esercizio di pranayama, portando l’attenzione al vostro respiro, calmandolo, e alcune posture di hatha yoga per scaldare le vostre anche: le posizioni ideali per il mantra japa sono infatti padmasanasiddhasanasukhasana, posizioni sedute, con la colonna vertebrale ben eretta. E’ consigliabile che le pelvi siano più in alto rispetto alle ginocchia, sedetevi quindi su di una coperta piegata o un cuscino. Non entrate o uscite frettolosamente dalla pratica, ma cercate di farlo piano, “in punta di piedi”, con grazia e devozione.

Il mantra

GaneshOgni mantra è un suono che trasforma, i mantra sono sillabe sacre la cui ripetizione porta inizialmente alla concentrazione, alla meditazione, poi al totale abbandono al Sé, attraverso la consapevolezza di un potere più alto, una energia più grande che tutto pervade e anima.

Come avvenga la scelta di un mantra merita una trattazione a parte, in genere dovrebbe esserci donato da un guru, ma diciamo che il mantra che scegliete di usare per fare japa (ripetizione) può essere sia un bija mantra  (mantra “seme”, il più noto è Om), che un mantra più complesso (ad esempio il mantra dedicato a Ganesh Om Gam Ganapataye Namaha). Nama-Japa è la ripetizione del nome di Dio.

La ripetizione dovrebbe essere fatta da 108 a 1080 volte al giorno (da 1 a 10 giri di japamala). Il mantra deve essere ripetuto senza errori, in modo chiaro e corretto, né troppo lento, né troppo veloce. Un aumento della velocità di ripetizione è consentito nel caso in cui ci si stia distraendo.

Come si usa una japamala

Un rosario è una frusta per pungolare la mente verso Dio.

(Swami Sivananda Saraswati)

Le mani che tengono la japamala devono essere mantenute all’altezza del cuore. Le dita da utilizzare per tenere e ruotare i grani sono pollice, medio e anulare destri, mentre non si usano indice e mignolo.

Unite la punta del pollice e dell’anulare. La mala va posizionata nella scanalatura tra il pollice e l’indice. Ora, con il dito  medio si dovrebbe iniziare a ruotare (verso il palmo della mano) e far scorrere i grani.

Il guru bead non deve mai essere attraversato: una volta che le vostre dita lo raggiungono, ruotate la mala tra le mani e ricominciate nel senso opposto.

Adattare il ritmo del japa al respiro è  utile per mantenere la concentrazione. La ripetizione più rapida e a voce alta possono essere un valido aiuto quando la mente tende a vagare.

Non siate frettolosi, ma accurati e perseveranti. Fate in modo che la pratica diventi un piacere e dedicatevi a lei più volte durante il giorno, anche mentre state facendo altre attività.

Se non possedete una japamala, potete utilizzare un contapassi, per tenere il conto delle vostre ripetizioni.

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