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	<title>Uncategorized - Japamala Samsara</title>
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	<description>Yoga &#38; Jewelry</description>
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	<title>Uncategorized - Japamala Samsara</title>
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		<title>Giada: la pietra che custodisce l’amore, la saggezza e l’eternità</title>
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				<pubDate>Thu, 03 Apr 2025 21:32:53 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Giada: la pietra che custodisce l’amore, la saggezza e l’eternità “L’oro ha un valore; la giada è inestimabile”. L’antico detto cinese ci introduce l’immensità benefica di una pietra universalmente riconosciuta come simbolo di amore, prosperità, longevità e saggezza. Presente da millenni in culture lontane e affascinanti, da Oriente a Occidente, ha attraversato la storia dell’umanità portando con sé messaggi di&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1"><em>Giada: la pietra che custodisce l’amore, la saggezza e l’eternità</em></h2>
<p><a href="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/09/Giada-Verde.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9690" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/09/Giada-Verde-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/09/Giada-Verde-300x300.jpg 300w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/09/Giada-Verde-150x150.jpg 150w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/09/Giada-Verde-370x370.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/09/Giada-Verde-90x90.jpg 90w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/09/Giada-Verde-100x100.jpg 100w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/09/Giada-Verde.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p class="p1">“L’oro ha un valore; la giada è inestimabile”. L’antico detto cinese ci introduce l’immensità benefica di una pietra universalmente riconosciuta come simbolo di amore, prosperità, longevità e saggezza. Presente da millenni in culture lontane e affascinanti, da Oriente a Occidente, ha attraversato la storia dell’umanità portando con sé messaggi di bellezza, protezione e armonia.</p>
<h5 class="p3"><em>Una bellezza che viene da lontano</em></h5>
<p class="p4">La giada è una roccia metamorfica di straordinaria durezza, seconda solo al diamante. Se dico giada, il nostro immaginario vola immediatamente al colore verde, ma in realtà le sue sfumature sono molteplici e tutte dall’alto tasso seduttivo: dal bianco latte al rosa cipria, dal verde smeraldo al nero profondo, fino alle rare varietà lavanda o rosso fuoco. Ogni colore racconta una vibrazione diversa, un’energia unica, un’intenzione da indossare.</p>
<p class="p4">Tra tutte, la più preziosa è la giada bianca della regione cinese dello Xinjiang, detta poeticamente “grasso di montone”, amata per la sua purezza e rarità.</p>
<h5></h5>
<h5 class="p4"><em>Una pietra che parla di cura</em></h5>
<p class="p4">Il termine “giada” deriva dallo spagnolo “piedra de ijada”, cioè “pietra del fianco”. Gli Aztechi la portavano al fianco per purificare il sangue e alleviare i disturbi renali. Quando gli esploratori spagnoli la portarono in Europa, il suo nome cambiò fino a diventare quello che conosciamo oggi.</p>
<p><a href="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/04/mala-giada-verde.jpg"><img class=" wp-image-10283 alignleft" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/04/mala-giada-verde-240x300.jpg" alt="" width="378" height="473" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/04/mala-giada-verde-240x300.jpg 240w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/04/mala-giada-verde-768x960.jpg 768w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/04/mala-giada-verde-819x1024.jpg 819w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/04/mala-giada-verde-370x463.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/04/mala-giada-verde-770x963.jpg 770w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/04/mala-giada-verde.jpg 1080w" sizes="(max-width: 378px) 100vw, 378px" /></a></p>
<h5 class="p3"><em>Protezione, armonia, amore</em></h5>
<p class="p4">Nel mondo dei Japamala, la giada è una compagna preziosa. Conosciuta come la pietra del cuore, agisce sul quarto chakra (Anahata) e sul secondo (Svadhishthana), favorendo relazioni sincere, empatia e introspezione. Il suo Bija Mantra è YAM, la sillaba del cuore.</p>
<p class="p4">Chi la indossa porta con sé un’energia calma, gioiosa e avvolgente. È perfetta per la meditazione, per chi cerca chiarezza interiore, e per chi desidera connettersi alla propria essenza più pura.</p>
<p class="p4">Secondo la tradizione orientale, la giada protegge i reni, il cuore, sostiene la fertilità e favorisce il parto. È anche considerata una pietra porta-fortuna, capace di attirare l’abbondanza e il benessere.</p>
<p class="p4">E quando vuoi ricaricarla, affidala alla Luna.</p>
<p class="p6">Scopri i miei Japamala realizzati con giada naturale: bellezza e intenzione da portare sempre con te.</p>
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		<title>Le mie fantastiche quattro</title>
		<link>https://www.japamala.it/le-mie-fantastiche-quattro/</link>
				<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 23:05:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Siamo noi a studiare la geometria, o è la geometria a studiare noi? La geometria è nell’essenza primordiale delle cose. E pensare che la prima esperienza consapevole che ne facciamo, avviene attraverso i libri scolastici. Non so per voi, ma per me noiosissimi. La vita sarebbe tanto più semplice se ci limitassimo ad osservare. Basterebbe guardare il cielo con le&#8230;</p>
<p>The post <a href="https://www.japamala.it/le-mie-fantastiche-quattro/">Le mie fantastiche quattro</a> first appeared on <a href="https://www.japamala.it">Japamala Samsara</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1"><em>Siamo noi a studiare la geometria, o è la geometria a studiare noi?</em></h2>
<p><img class="alignright size-medium wp-image-10228" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0168-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0168-200x300.jpg 200w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0168-768x1152.jpg 768w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0168-682x1024.jpg 682w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0168-370x555.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0168-770x1155.jpg 770w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0168.jpg 1333w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>La geometria è nell’essenza primordiale delle cose. E pensare che la prima esperienza consapevole che ne facciamo, avviene attraverso i libri scolastici. Non so per voi, ma per me noiosissimi. La vita sarebbe tanto più semplice se ci limitassimo ad osservare. Basterebbe guardare il cielo con le mani in tasca, e saremmo già consapevoli di quanta geometria ci sovrasta e ci circonda. Un bocciolo di rosa, l’orbita dei pianeti, un alveare, un torsolo di mela, le molecole del DNA e perfino l’architettura delle case che abitiamo. Come recitava un celebre spot pubblicitario, è tutto intorno a te.</p>
<p class="p1">La geometria ha molto a che fare con la terra, come noi del resto, e lo porta scritto nel suo codice genetico. L’etimologia, che altro non è che il DNA delle parole, dice: dal greco <i>geometria</i> significa &#8216;misura della terra o del territorio, <i>gē</i>-terra, <i>metria</i>&#8211; misura.</p>
<p class="p1">Voglio scomodare addirittura Platone, che nel portico dell’Accademia di Atene aveva fatto incidere “Non entri chi non conosca la geometria”. Parafrasando, si tratta di una disciplina così basilare da diventare un linguaggio universale, che accomuna tutta la triade che compone il pianeta Terra, il mondo animale, il mondo vegetale e quello minerale. In buona sostanza, per Platone non conoscere la geometria, significava non solo non sapere, ma peggio, non vedere, trovarsi letteralmente inconsapevoli del mondo che si abita, quindi non degni di varcare la porta dell’Accademia. E oggi, quanti varcherebbero quella porta? Forse, meglio non saperlo.</p>
<p class="p1">Ma ora veniamo a noi, vi racconto qualcosa a proposito della mia attrazione magnetica per la geometria sacra, di cui forse potreste intuire l’origine. Da grande appassionata di pietre e cristalli, era inevitabile che mi innamorassi anche della geometria che sovrintende la loro incredibile struttura. Quello che ancora non sapete, è che tutto nasce da una serie di singolari incontri, che ruotano intorno a quattro donne. Come mi piace definirle, <em>le mie fantastiche 4</em>.  Ve le presento, in ordine di arrivo e non di importanza.</p>
<h5><span class="s1"><em><b>Ildegarda di Bingen</b>.</em></span></h5>
<p><a href="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Idegarada-di-Bingen.jpg"><img class="alignright wp-image-10231 size-medium" title="Idegrda di Bingen. Incisione di W. Marshall CC BY 4.0" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Idegarada-di-Bingen-258x300.jpg" alt="" width="258" height="300" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Idegarada-di-Bingen-258x300.jpg 258w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Idegarada-di-Bingen-370x431.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Idegarada-di-Bingen.jpg 600w" sizes="(max-width: 258px) 100vw, 258px" /></a><span class="s1">L’incontro con una donna di tale immensità avvenne per caso, in un pomeriggio qualunque tra gli scaffali di una libreria. L’occhio mi cadde su una copertina colorata dal titolo importante, “La Guaritrice”. Questo me lo porto a casa, pensai, prima o poi lo leggerò. E come per magia, nei mesi successivi, continuai ad imbattermi in situazioni e persone che facevano riferimento a lei. Ok Ildegarda, veniamo a noi, mi dissi. E così iniziò il mio viaggio nella vita e nelle opere di una donna rivoluzionaria </span><span class="s2">vissuta nel XII secolo. Monaca benedettina, compositrice, mistica e pioniera nel campo della medicina naturale. È nota per le sue opere che trattano di medicina, botanica, musica e teologia. </span>Considerata una figura fondamentale per la medicina olistica e la cura naturale, la sua eredità continua a ispirare pratiche terapeutiche contemporanee che uniscono corpo e spirito.</p>
<p class="p1">Nel 1150, fonda il monastero di Rupertsberg. Le sue monache portano i capelli lunghi e vestono abiti eleganti, celebrando le liturgie con meravigliosi canti.  La musica di Ildegarda è raccolta nell’opera “Symphonia harmoniae caelestium revelationum”, 77 brani tra inni, responsori e sequenze e nell’opera Ordo Virturum, dove troviamo altre 82 melodie che descrivono la vittoria dell’anima sul Diavolo attraverso le Virtù.</p>
<p class="p2">La musica era il messaggio per me, perché <strong>la musica è geometria</strong>. Ma questo lo avrei scoperto più tardi.</p>
<h5><em><strong>Ipazia d&#8217;Alessandria</strong></em></h5>
<p>Perché poi arrivò Ipazia , facendo il suo timido ingresso durante una conversazione con Elisa,  la mia amica erborista, che data la mia passione per Ildegarda, mi suggerì di non farmi mancare la conoscenza del suo pensiero. Impaziente e incredula per le connessioni che si stavano creando, cercai immediatamente materiale di studio.</p>
<p>Ipazia, matematica, filosofa ed astronoma. Donna di enorme cultura, si dice fosse bellissima e che avesse deciso intenzionalmente di non prendere marito perché, non dipendendo da un uomo, non sarebbe stata ricattabile. Ipazia è stata l&#8217;antesignana della scienza sperimentale. Studiò e realizzò l&#8217;astrolabio piatto, uno strumento per localizzare o calcolare la posizione di corpi celesti, fondamentale per l’astronomia e la navigazione</p>
<p>In un clima di fanatismo, di ripudio della cultura e della scienza in nome della crescente religione cristiana, Ipazia venne trucidata nel marzo del 415, lapidata in una chiesa da una folla di fanatici e il suo corpo fatto a brandelli sparso per la città.</p>
<p>Viene ricordata come un simbolo della libertà di pensiero, della lotta per dell’indipendenza della donna, oltre che come martire del paganesimo e in generale del dogmatismo fondamentalista.</p>
<p class="p1"><a href="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Ipazia-dAlessandria.jpg"><img class="alignright wp-image-10245 size-medium" title="La matematica e filosofa pagana Ipazia mentre subisce il linciaggio per opera di fanatici cristiani ad Alessandria d'Egitto nel 415 - foto di pubblico dominio" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Ipazia-dAlessandria-300x209.jpg" alt="" width="300" height="209" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Ipazia-dAlessandria-300x209.jpg 300w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Ipazia-dAlessandria-768x535.jpg 768w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Ipazia-dAlessandria-370x258.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Ipazia-dAlessandria-770x536.jpg 770w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Ipazia-dAlessandria.jpg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Cosa voleva dirmi Ipazia? Tante cose, ma per condurvi alla comprensione di questo lungo articolo, mi soffermerei sull’astronomia,<strong> la geometria e la scienza che fornisce il linguaggio e i modelli necessari per descrivere e comprendere i fenomeni astronomici</strong>. La sua storia mi scosse profondamente, a tal punto da sognarla più volte. Per alleggerirmi raccontai del mio incontro con Ipazia a Chiara, un’allieva della scuola, laureata in matematica alla Normale di Pisa, e lei di rimando mi suggerì di leggere di</p>
<h5 class="p1"><em><b>Artemisia Gentileschi. </b></em></h5>
<p><a href="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Artemisia-Gentileschi.jpg"><img class="alignright wp-image-10250 size-medium" title="Artemisia Gentileschi, Autoritratto come allegoria della Pittura, (1638-1639), Royal Collection, Windsor - foto di pubblico dominio" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Artemisia-Gentileschi-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Artemisia-Gentileschi-225x300.jpg 225w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Artemisia-Gentileschi-768x1025.jpg 768w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Artemisia-Gentileschi-767x1024.jpg 767w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Artemisia-Gentileschi-370x493.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Artemisia-Gentileschi-770x1028.jpg 770w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Artemisia-Gentileschi.jpg 1280w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>
<p class="p1">Figura straordinaria, non solo nel panorama dell&#8217;arte, ma anche nella storia della lotta per l&#8217;uguaglianza di genere. Il sogno di essere riconosciuta come artista fu gravemente ostacolato da un evento traumatico: subì una violenza sessuale da parte di un amico di famiglia, Agostino Tassi. Questo episodio la portò a intraprendere un lungo processo legale, che la vide combattere non solo per la sua dignità, ma anche per il diritto di essere ascoltata in un mondo dominato dagli uomini.</p>
<p class="p1">Artemisia fu capace di trasformare il dolore in arte, lasciandoci in eredità una lezione magistrale di resilienza. Le sue opere, come &#8220;Giuditta che decapita Oloferne&#8221;, non solo mostrano una straordinaria abilità tecnica, ma raccontano storie di donne che, attraverso il sacrificio e la lotta, trovano il loro potere. Essere all&#8217;ombra di Caravaggio, il grande maestro del chiaroscuro, non la intimidì. Al contrario, Artemisia riuscì a reinterpretare e superare le sue influenze, aggiungendo una sensibilità femminile e una profondità emotiva che la rendevano unica. La sua vita è un viaggio di sofferenza, ma anche di trionfo e riconoscimento.</p>
<p class="p1">Il filo rosso che mi collega ad Artemisia attraverso la geometria sacra è l’arte pittorica dell’epoca, caratterizzata da una forte teatralità e gestualità, enfatizzate da<strong> linee geometriche nella disposizione dei soggetti, al fine di creare tensione visiva e profondità.</strong></p>
<p class="p3"><span class="s1">E siamo arrivate all’ultima delle mie fantastiche 4. Signore e signori, sto parlando di</span></p>
<h5><em><strong>Hilma af Klint</strong></em></h5>
<h5 class="p3"><a href="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Hilma-af-Klint.jpg"><img class="alignright wp-image-10254 size-medium" title="Ritratto fotografico di Hilma af Klint di un fotografo sconosciuto - foto di pubblico dominio" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Hilma-af-Klint-228x300.jpg" alt="" width="228" height="300" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Hilma-af-Klint-228x300.jpg 228w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Hilma-af-Klint-768x1012.jpg 768w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Hilma-af-Klint-777x1024.jpg 777w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Hilma-af-Klint-370x488.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Hilma-af-Klint-770x1015.jpg 770w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/Hilma-af-Klint.jpg 1280w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" /></a></h5>
<p class="p3">scoperta leggendo una newsletter di Elena Brower, famosa insegnante di Yoga che seguo da anni.</p>
<p class="p1">Hilma af Klint è stata una vera pioniera nell&#8217;arte astratta. Nata a Stoccolma nel 1862, la sua educazione artistica la portò ad esplorare diverse forme e stili, ma il suo vero genio emerse quando iniziò a coniugare la sua passione per la pittura con il suo grande interesse per il misticismo e le teorie spirituali.</p>
<p class="p1">Era parte di un gruppo di ricerca spirituale chiamato “The Five”, con cui svolgeva sedute spiritiche. Queste esperienze influenzarono profondamente la sua arte, portandola a esplorare temi come il ciclo della vita, il cosmo e la connessione tra il materiale e il spirituale.</p>
<p class="p1">Le sue opere più conosciute, come le serie &#8220;Paintings for the Temple&#8221;, riflettono questa ricerca interiore. Caratterizzate da forme geometriche e colori vibranti, sono state tra le prime espressioni dell&#8217;arte astratta. Nonostante il talento, le sue opere rimasero in gran parte sconosciute durante la sua vita. Un esito in parte voluto, una manifestazione di indipendenza che espresse chiedendo che quelle opere venissero presentate solo dopo la sua morte, avvenuta nel 1944. Come spesso accade, trascorsero parecchi decenni prima che il pubblico rivalutasse l’arte che talenti incredibili lasciano in eredità alle generazioni successive.<strong> Anche l’astrattismo e il mistero, che potrebbero apparire come delle nebulose, trovano la loro espressione artistica nella forma geometrica.</strong></p>
<p class="p1"><strong> La geometria è ovunque, perché la verità è che si trova dentro di noi, è il linguaggio con cui diamo forma ai pensieri.</strong></p>
<p>Ma le domande continuavano a tormentarmi, e suonavano più o meno così. Perché solo ora incontro queste donne? Perché così tutte insieme nel giro di poco tempo? Cosa vogliono comunicarmi con le loro storie? E che cosa c’entro io con loro? Si trattava di doverle riscattare in una qualche maniera?</p>
<p style="text-align: left;"><a href="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0169.jpg"><img class="size-medium wp-image-10227 alignleft" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0169-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0169-300x200.jpg 300w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0169-768x512.jpg 768w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0169-1024x682.jpg 1024w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0169-370x247.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/03/250113_JAPAMALA_BOSCHI_0169-770x513.jpg 770w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Poi, con il bagliore di un fulmine, la risposta arrivò. E la tenevo tra le mani. Erano i cristalli. Ebbene sì, i cristalli, materia pulsante animata dalla geometria sacra. Piansi e risi, tutto in una volta. Ma poi riflettei. Non esistono incontri casuali, amorevoli coincidenze, perché gli esseri umani vivono di connessioni invisibili, ma dalla geometria assai complessa. Le storie che viviamo, le parole che pronunciamo, le intenzioni che esprimiamo, anche segretamente, contribuiscono ad alimentare la sacralità dei legami.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: right;">
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fusion Kundalini. E pensare che tutto iniziò ridendo</title>
		<link>https://www.japamala.it/fusion-kundalini-e-pensare-che-tutto-inizio-ridendo/</link>
				<pubDate>Sat, 18 Jan 2025 19:42:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Fusion Kundalini. E pensare che tutto iniziò ridendo. &#160; Prima non ridevo mai. Mentre praticavo, intendo. Ho vissuto una considerevole fase della mia vita in cui la pratica dello yoga aveva risvolti molto diversi da quelli attuali. Ho iniziato a praticare yoga davvero giovanissima e sfidare il corpo per me era tutto. Spingermi oltre, provare posizioni sfidanti, chiedere ai miei&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h2 class="p1">Fusion Kundalini. E pensare che tutto iniziò ridendo.</h2>
<p><img class="alignright  wp-image-10214" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-1-200x300.jpg" alt="" width="311" height="467" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-1-200x300.jpg 200w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-1-768x1151.jpg 768w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-1-683x1024.jpg 683w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-1-370x554.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-1-770x1154.jpg 770w" sizes="(max-width: 311px) 100vw, 311px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="p1">Prima non ridevo mai. Mentre praticavo, intendo.</p>
<p class="p1">Ho vissuto una considerevole fase della mia vita in cui la pratica dello yoga aveva risvolti molto diversi da quelli attuali.</p>
<p>Ho iniziato a praticare yoga davvero giovanissima e sfidare il corpo per me era tutto.</p>
<p class="p1">Spingermi oltre, provare posizioni sfidanti, chiedere ai miei muscoli di superare la forza e la resistenza che potevano concedermi. Tutto questo in una <b>logica di competizione.</b></p>
<h5 class="p1"><em>Ebbene sì, l’ho detto. Una delle parole che dovrebbe essere lasciata fuori dalla porta di qualsiasi scuola di yoga, era ciò che guidava la mia costanza e la mia assiduità.</em></h5>
<p class="p1">Anche ciò che vivevo a lezione mi confermava che ero sulla strada giusta. Ad esempio, durante la stessa classe, l’insegnante assegnava ai principianti posizioni statiche e basiche e a quelli più esperti veniva concesso di cimentarsi in altre forme più complesse e dinamiche, creando un evidente e fastidioso divario tra gli allievi. Che esistesse una gerarchia era piuttosto evidente, bastava guardare la disposizione dei tappetini tutt’altro che casuale.</p>
<h6 class="p1"></h6>
<p class="p1">La Me ventenne, di cui vi sto raccontando, era un’anima ancora poco evoluta, giovane e curiosa da una parte, ma inesperta e allo stesso tempo esuberante dall’altra. Il fuoco che ardeva dentro di me era tutto rivolto all’esterno, tendeva all’affermazione di me stessa attraverso le prestazioni.</p>
<p class="p1">Ero nel bel mezzo di un percorso ancora molto lontano dal coltivare l’ascolto consapevole, che oggi potrei definire come quell’energia invisibile, ma potente, che segna la strada verso la crescita spirituale.</p>
<p class="p1">Ero convinta di progredire, sfidando la forza di gravità e spostando sempre un po’ più avanti i limiti del mio corpo. E lo ripeto,  del mio corpo.</p>
<h5 class="p1"><em>Poi tutto cambiò. E accadde in un solo giorno.</em></h5>
<p class="p1">D’altra parte ciò che rivoluziona le tue certezze arriva sempre all’improvviso e quando meno te lo aspetti. A chi di voi non è accaduto almeno una volta?</p>
<p class="p1">Fu in una luminosa giornata di inizio estate, quando partecipai a un piccolo yoga festival. Il programma prevedeva la possibilità di praticare partecipando a più classi con insegnanti di stili diversi. Tra questi c’era il Kundalini Yoga.</p>
<p class="p1">Ma prima di raccontarvi quell’incredibile giornata, farò un piccolo salto indietro nel tempo, quello che gli sceneggiatori chiamano flashback. Fino a quel momento, la mia unica esperienza con il Kundalini era stata tutt’altro che soddisfacente. E poi &#8211; oggi sorrido a pensarci &#8211; tutti quei turbanti e quei velli di lana utilizzati come stuoie mi sembravano imbarazzanti e decisamente poco pratici. La verità è che ero prevenuta.</p>
<p class="p1">Ma quel giorno di inizio estate al piccolo yoga festival, decisi di mettere da parte il pre-giudizio e di praticare tutti gli stili, compreso il Kundalini.</p>
<p class="p1">Sistemai il tappetino e la pratica iniziò. “Sperimenta con l’innocenza di chi non sa, stai nel momento” dissi a me stessa.</p>
<p class="p1">Dopo pochi esercizi, all’improvviso accadde qualcosa di completamente inaspettato, non prevedibile, non calcolabile. <b>Come un’onda inarrestabile, sentii montare dentro di me un flusso di energia mai sperimentato prima. </b>Ogni cellula del mio corpo sembrava improvvisamente pervasa da un senso di gioia e felicità. Una vera e propria euforia. Dentro di me era come se qualcuno avesse acceso tutte le luci insieme e avesse detto “Che la Festa abbia inizio”.</p>
<p class="p1"><b>Bene, ora provate a immaginarvi la scena.</b> Quel carnevale di Rio che avevo dentro in qualche modo doveva pur manifestarsi, uscire, letteralmente esplodere. E così, in barba al galateo cosmico dello yoga, iniziai a ridere. E lo feci in modo inarrestabile, incontenibile, completamente fuori controllo.</p>
<p class="p1">Ma vi rendete conto? In una sala silenziosa, gremita di gente, immersa nella serietà della pratica, io cosa stavo facendo? Ridevo! Quanto e come gli occ</p>
<p class="p1">hi dei presenti fossero tutti puntati su di me lo potete tranquillamente intuire. Ma niente, io ridevo.</p>
<p class="p1">La domanda era: Monica dove sei? Cosa sta succedendo? Proprio tu che quando sali sul tappetino sei tutta rigore e disciplina?</p>
<p><img class=" wp-image-10215 alignleft" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-2-300x200.jpg" alt="" width="395" height="263" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-2-300x200.jpg 300w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-2-768x513.jpg 768w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-2-1024x683.jpg 1024w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-2-370x247.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2025/01/Monica-posizione-yoga-2-770x514.jpg 770w" sizes="(max-width: 395px) 100vw, 395px" /></p>
<h5 class="p1"><em>Quella fu La Svolta.</em></h5>
<p class="p1">Vorrei raccontarvela citando David Frawley nel suo testo “Yoga e Ayurveda”:</p>
<p><span class="s1">“</span>Per cambiare una cosa bisogna cambiare l<span class="s1">’</span>energia che la crea.</p>
<p class="p5">Per portare dei cambiamenti positivi nel corpo e nella mente bisogna capire l<span class="s1">’</span>energia che li muove”.</p>
<p class="p5">In sostanza, non era ciò che avevo intorno in quel momento ad essere diverso.</p>
<p class="p5">Ero io.</p>
<p class="p5">Come si dice, una cosa è acquisire conoscenze, altro è farle proprie incarnandole.</p>
<p class="p5">Dopo quell’esperienza incredibile, c’era solo una cosa che risultava chiara ed evidente. La mia pratica sarebbe cambiata per sempre. Non sapevo come, dove, quando, ma ero in grado di riconoscere il perché. Avevo capito che il nostro grande potere nasce dall’ascolto interno.</p>
<p class="p5">Da quel momento mi sono avvicinata alle pratiche del Kundalini Yoga, quelle che un tempo avevo tanto snobbato, sperimentandone le diverse tecniche di pranayama, krya, mudra e canto di mantra.</p>
<h5 class="p5"><em>Sentivo che stavo percorrendo la strada giusta, la mia personale strada giusta.</em></h5>
<p class="p5">In questo modo, dopo tanti anni di studio e sperimentazione ho maturato una consapevolezza che mi ha concesso di creare qualcosa di nuovo, il Fusion Kundalini.</p>
<p class="p5">Un pratica che ho creato io, ma che ha preso forma in modo quasi naturale, perché unisce le tecniche del Kundalini alla mia grande passione per i cristalli.</p>
<p class="p5">Se deciderete di passare ancora qui, ne sentirete parlare tanto di cristalli e del loro grande potere vibrazionale.</p>
<p class="p5">I cristalli &#8211; materia solida e inerte solo all’apparenza, perché al loro interno la loro struttura cristallina è molto complessa e viva &#8211;<span class="Apple-converted-space">  </span>sono fantastici alleati nella pratica yogica e nella vita quotidiana. Volete sapere che cosa accade? Attraverso la loro struttura sono in grado di immagazzinare e irradiare vibrazioni, rimodellando l’energia dentro e fuori di noi fungendo da ponte per passare dal mondo fisico all’ascolto di quello sottile, infinito e trascendente.</p>
<p class="p5">A questo punto, vorrei mettere da parte le parole e farvelo provare, sentire o anche solo percepire. É quello che faccio nelle mie classi di Fusion Kundalini e con chi ogni giorno sceglie una delle mie creazioni. Il contatto con la materia cristallina favorisce l’apertura di canali che ci permettono di sperimentare una nuova energia, che arriva e si manifesta a noi come una magica alchimia.</p>
<p class="p5">I cristalli e le pratiche hanno un grande potere, ma qualcosa dobbiamo fare anche<span class="Apple-converted-space">  </span>noi. Abbiamo un solo compito, molto arduo, che è quello di abdicare a noi stessi. É proprio quando smettiamo di interferire a ogni costo e finalmente ci poniamo come osservatori-testimoni, che riusciamo a sentire quella forza sottile che abita dentro e fuori di noi.</p>
<p class="p5">Abdicare a se stessi. Questo per me rappresenta l’atto di devozione più alto che un ricercatore spirituale possa compiere per evolvere.</p>
<p>Monica</p><p>The post <a href="https://www.japamala.it/fusion-kundalini-e-pensare-che-tutto-inizio-ridendo/">Fusion Kundalini. E pensare che tutto iniziò ridendo</a> first appeared on <a href="https://www.japamala.it">Japamala Samsara</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Yoga Festival 2022: sensazioni, riflessioni, incontri. Ecco com&#8217;è andata</title>
		<link>https://www.japamala.it/yoga-festival-2022-sensazioni-riflessioni-incontri/</link>
				<pubDate>Wed, 12 Oct 2022 09:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Monica]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>&#160; Yoga Festival 2022: sensazioni, riflessioni, incontri. Ecco com&#8217;è andata Dal 30 settembre al 2 ottobre ho presentato la mia ultima collezione allo Yoga Festival. Le mie riflessioni e un sentito ringraziamento. Ogni Yoga Festival è come un ciclone. Quando la data d’inizio si avvicina, le persiane della mia tranquillità cominciano a sbattere forte; il mio tavolo di lavoro è&#8230;</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h3>Yoga Festival 2022: sensazioni, riflessioni, incontri. Ecco com&#8217;è andata</h3>
<h4>Dal 30 settembre al 2 ottobre ho presentato la mia ultima collezione allo Yoga Festival. Le mie riflessioni e un sentito ringraziamento.</h4>
<p><a href="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/10/photo1665517310.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-9976" src="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/10/photo1665517310-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" srcset="https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/10/photo1665517310-222x300.jpg 222w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/10/photo1665517310-370x499.jpg 370w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/10/photo1665517310-600x809.jpg 600w, https://www.japamala.it/wp-content/uploads/2022/10/photo1665517310.jpg 720w" sizes="(max-width: 222px) 100vw, 222px" /></a>Ogni Yoga Festival è come un <strong>ciclone</strong>.</p>
<p><strong>Quando la data d’inizio si avvicina</strong>, le persiane della mia tranquillità cominciano a sbattere forte; il mio tavolo di lavoro è a soqquadro e la sensazione di non essere sufficientemente pronta incombe come una nuvola minacciosa. Poi arrivata a Milano, una volta montato il mio stand ed esposte <strong><a href="https://www.japamala.it/cos-e-un-japamala/">le mie creazioni</a>,</strong> tutto prendere un’altra velocità, che è solo all’apparenza più calma.</p>
<p><strong>Anche se sembrano inanimati</strong>, è indubbia la forza attrattiva che molti<strong> <a href="https://www.japamala.it/le-pietre/">cristalli</a></strong> hanno su di noi e a volte incontrarne uno, magari raro, può scatenare reazioni inaspettate. Come fulmini a ciel sereno, possono emozionare a tal punto che le lacrime cominciano a cadere come pioggia.</p>
<p>Partecipare allo Yoga Festival di Milano per me significa non solo essere testimone di questo ma anche essere travolta in un <strong>turbine di sentimenti</strong> che i due anni di pandemia hanno contribuito a rendere più vorticoso.</p>
<p><strong>Ritrovare e abbracciare i “clienti” affezionati</strong> è stato più dolce e mi ha scaldato il cuore come un raggio di sole dopo la tempesta.</p>
<p>A più di una settimana dalla fine di questo evento tanto atteso, sono qui, ancora spettinata da tutte le sensazioni provate e non posso non esprimere gratitudine e i miei più sinceri ringraziamenti.</p>
<p><strong>È stato bello festeggiare il decimo compleanno</strong> della mia attività con tutte le persone che si sono fermate al mio banco.</p>
<p>Qualcuno alla vista dei palloncini si è congratulato sottolineando il fatto che ad oggi sono poche le nuove attività che riescono a superare i primi 3~5 anni di esercizio. I più cessano prima.</p>
<p>Non ho dati alla mano per confermare questa notizia che è stata comunque un’occasione di riflessione. In effetti non mi ha mai sfiorato il pensiero di mettere fine alla mia arte.</p>
<p><strong>Rinunciare all’amore per cristalli</strong> sarebbe come amputare una parte di me e rinnegare il mio dharma. Sarebbe come smettere di coltivare la bellezza, quella che in sanscrito viene detta Shri e che è uno dei attributi dell’Assoluto.</p>
<p>Come potrei rifiutare la fortuna di incontrare persone che, come me, hanno la passione per lo Yoga e la meditazione? Il mio lavoro mi permette di entrare in relazione con anime meravigliose ed è questa la vera fonte di ricchezza, che alimenta la mia dedizione e che ripaga oltre misura i miei sforzi.</p>
<p><strong>Come non apprezzare certi gesti</strong>, come Viviana che si è presa la briga di ritornare alla sua macchina parcheggiata per offrirmi una bottiglia d’acqua a basso residuo fisso che in quel momento era preziosa come oro, oppure certe condivisioni come quella di Daniele che prima di lasciare il mio stand timidamente confessa che quel mala appena acquistato “è un regalo per la mia mamma che fa tanto” e che si prende sempre cura di lui: parole quasi sussurrate ma che mi sono esplose in petto.</p>
<p>E potrei continuare se solo riuscissi a trovare le parole. Vorrei poterne avere ma in tasca ho solo un semplice ma sentito <strong>GRAZIE</strong>.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Monica</em></p>

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